Cosa cambia con il Jobs Act?

Analizziamo cosa cambia con il Jobs Act. Fra poche settimane, infatti, dopo una breve fase di consultazione non vincolante in Commissione Lavoro di Camera e Senato, entrerà in vigore la tanto discussa nuova riforma sul mercato del lavoro varata del Governo Renzi.

I 2 punti principali presentati il 24 dicembre 2014 nello Schema di Decreto Legislativo sono i seguenti:

– per i soli nuovi assunti, dopo l’entrata in vigore del “Jobs Act”, verrà applicata una diversa disciplina per il licenziamento senza giusta causa o senza giustificato motivo oggettivo;

– per tutti i lavoratori verrà abolito il reintegro in caso di licenziamento collettivo intimato senza il rispetto della procedura ai sensi della Legge n. 223 del 1991.

Per tutti i nuovi assunti, industria-lavoratore-germania-bloomberg-258la differenza rilevante rispetto alla Legge Fornero è che nei casi in cui il giudice accerti che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo (es. per motivi economici), il giudice condanna il datore di lavoro al pagamento di un’indennità di importo pari a 2 mensilità dell’ultima retribuzione per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 4 e non superiore a 24 mensilità (art. 3 dello Schema di Decreto Legislativo). Nella Legge Fornero invece l’indennità varia da 12 a 24 mensilità (in funzione del danno arrecato dal licenziamento) con la possibilità del reintegro in caso di “manifesta” insussistenza della motivazione stessa.

Inoltre, viene introdotto uno sconto per i datori di lavoro in caso di conciliazione. Secondo l’art. 6 dello Schema, se il lavoratore e il datore di lavoro trovano un accordo prima del processo, il lavoratore riceverà un importo di ammontare pari ad 1 mensilità dell’ultima retribuzione per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 2 e non superiore a 18 mensilità.

Se l’azienda ha meno di 15 dipendenti, gli importi sopra elencati sono dimezzati fino ad un massimo di 6 mensilità.

Tale articolo è il più dannoso per il lavoratore. La maggior parte delle controversie vengono infatti risolte prima del processo con un accordo di conciliazione che prendeva come riferimento l’indennità prevista dalla Legge Fornero (da 12 a 24 mensilità).

arton11067Un altro articolo molto pericoloso è l’art. 10 sul licenziamento collettivo. Le aziende saranno con tale norma incentivate a licenziare più di 5 lavoratori in 120 giorni senza rischiare il reintegro.

Sono pertanto chiari gli effetti di tale riforma in caso di licenziamento. Invece gli effetti in termini di nuove assunzioni, potranno essere valutati solo negli anni (salvo nuove modifiche) poiché per il 2015 tale impatto verrà “annacquato” dalla modifica della norma sugli sgravi contributivi per le nuove assunzioni. La Legge di Stabilità 2015 infatti modifica gli sgravi contributivi per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato dal 1 gennaio al 31 dicembre 2015. Le aziende saranno esonerate dal versamento dei contributi INPS, fino a 36 mesi, per non oltre 8.060 euro l’anno. Il beneficio si applica per tutti i nuovi assunti non occupati con contratto a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti alla stipula. Tale provvedimento andrà a ridurre fortemente il “cuneo fiscale” e le aziende saranno pertanto economicamente incentivate ad assumere.

 

Per approfondimenti:

– “Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1 comma 121 (Legge di stabilità 2015)