Disoccupazione 2013: sempre livelli da record!

Disoccupazione a livello record: tra i giovani che lo cercano, i senza lavoro sono al 40%. L’anno scorso il peggiore della crisi: mezzo milione di occupati in meno.

I dati pubblicati dall’ISTAT sulla disoccupazione 2013 sono neri: si evince che l’occupazione è diminuita di 478.000 unità (-2,1% rispetto al 2012). La riduzione rimane più forte nelle regioni meridionali (-4,6%). Prosegue il calo dell’occupazione maschile (-2,6%, pari a -350 mila) e torna a ridursi quella femminile (-1,4%, pari a -128 mila).

La discesa del numero degli occupati riguarda i 15-34enni e i 35-49enni (rispettivamente -482.000 unità e -235.000 unità).

disoccupazione 2013Il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,2% in confronto al 10,7% di un anno prima. L’incremento interessa entrambe le componenti di genere e tutto il territorio, in particolare il Mezzogiorno dove arriva al 19,7%.

Il tasso di disoccupazione giovanile (ovvero i lavoratori tra i 15 e i 24 anni) cresce di 4,7 punti percentuali, arrivando al 40,0%, con un picco del 53,7% per le giovani donne del Mezzogiorno.

Particolare interesse rileva il tasso di disoccupazione relativo alla componente straniera, passando dal 14,1% del 2012 al 17,3% del 2013. L’indicatore sale dal 12,7% al 16,6% per gli uomini e dal 15,7% al 18,2% per le donne che non hanno nazionalità italiana.

L’incidenza della disoccupazione di lungo periodo (dodici mesi o più) sale dal 52,5% del 2012 al 56,4% del 2013.

andamento della disoccupazione dal 2011 al 2013Fonte: elaborazioni su dati ISTAT

 

Analizzando invece il tasso di occupazione, tale indice si attesta al 55,6% (-1,1% rispetto all’anno precedente). Tra il 2012 e il 2013 l’occupazione italiana cala infatti di 500.000 unità. Il tasso di occupazione straniera scende invece dal 60,6% del 2012 all’attuale 58,1%; la diminuzione interessa sia gli uomini (dal 71,5% al 67,9%) sia le donne (dal 50,8% al 49,3%).

Il calo dell’occupazione interessa tutti i segmenti del mercato del lavoro: i dipendenti a tempo indeterminato (-190.000 unità, pari a -1,3%), i dipendenti a termine (-146.000, pari a -6,1%) e i parasubordinati (-143.000 unità, pari a -2,5%).

Passando all’analisi settoriale, si evince che nell’industria prosegue la contrazione dell’occupazione, con un calo di 89.000 unità (-1,9%) che coinvolge soprattutto le imprese di medie e grandi dimensioni. Si accentua la flessione nelle costruzioni (-163.000 mila unità, pari a -9,3%) e anche nel terziario vi è un calo di 191.000 unità (pari a -1,2%).

Infine, il tasso di inattività del 2013 sale al 36,5%, con un incremento di 0,2 punti percentuali che interessa esclusivamente gli uomini (+0,5 punti).

Il Governo, a valle della pubblicazione di questi numeri, ha ritenuto opportuno implementare nuove politiche atte a facilitare i licenziamenti e a rendere ancora più precari i rapporti di lavoro come ampiamente dibattuto nel nostro articolo “Renzi cambia verso sul lavoro? Il Jobs Act è la solita vecchia storia”.

 

 

Per approfondimenti:

www.istat.it