Maternità: un diritto universale

Secondo un’indagine Istat pubblicata nel maggio 2011, la quota di madri che interrompono l’attività lavorativa in occasione della nascita di un figlio resta pressoché stabile tra le generazioni: dal 15,6% delle donne nate tra il 1944 e il 1953 si arriva al 14,1% di quelle nate dopo il 1973. Questo conferma che la maternità continua ad essere un momento di forte criticità nel percorso di vita delle donne italiane. L’aspetto più preoccupante è dovuto al fatto che oltre la metà delle interruzioni non derivano da una libera scelta delle donne: l’8,7% delle madri hanno dichiarato che nel corso della loro vita lavorativa sono state licenziate o messe in condizione di doversi dimettere in occasione di una gravidanza. A subire più spesso questo trattamento sono le giovani generazioni. Come si evince dal grafico, a fronte della stabilità tra le diverse generazioni della quota di madri che interrompono il lavoro per la nascita di un figlio, tra le giovani generazioni aumentano le interruzioni imposte dal datore di lavoro.

maternità

Fortunatamente però, esistono alcune leggi come il Decreto Legislativo del 26 marzo 2001 n. 151 e successive modifiche che tutelano e regolamentano la gravidanza e la maternità per entrambi i genitori che lavorano.

Il decreto tutela la donna lavoratrice e la famiglia nell’insieme, incentivando economicamente anche il datore di lavoro in alcuni casi di sostituzione della lavoratrice in congedo dovuta alla gravidanza e al parto, ma anche per la sostituzione della madre o del padre assenti dal lavoro per il sostegno del loro ruolo di genitori.

La legge si occupa inoltre della regolamentazione dei congedi parentali specialmente nei casi in cui un genitore o un figlio sia disabile, dei congedi concessi per adozione o affidamento di bambini.

E’ importante inoltre indicare l’obbligo della lavoratrice ad informare il datore di lavoro dell’inizio alla gravidanza. La legge recita infatti “è fatto obbligo alle lavoratrici di comunicare al datore di lavoro il proprio stato di gravidanza, non appena accertato”.

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